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L’ufficio che va oltre lo spazio fisico

L’ufficio che va oltre lo spazio fisico

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Ieri sono stata a casa di amici, ovvero nel nuovo ufficio di Evermind a Reggio Calabria. Dico a casa di proposito. Quando entri senti e percepisci subito il calore di chi varca la soglia di una dimora accogliente, più che di un ufficio.

Francesco, Marco e Giuseppe erano lì a lavorare al pc mangiando le clementine che Marco aveva raccolto la mattina nel suo giardino. Un sorriso, un “Rooooooo” entusiasta e un abbraccio che valeva mille parole. Il giallo impera nell’ufficio ed è il simbolo della luminosità di uno studio fatto di menti, ma soprattutto di affetti.

Qualche giorno prima, vedendo il video che Domenico Guinea, un altro pezzo fondamentale di Evermind, aveva postato riprendendo tutte le fasi dei lavori, mi ero girata verso la persona che avevo accanto in quel momento e spontaneamente mi era uscito un “Guarda! il nostro ufficio”.

Sì, perché Evermind ha questo modo coinvolgente di farti sentire parte di qualcosa. E io lo sento anche un po’ mio. Abbiamo condiviso il Festival dell’ospitalità. La prima volta ero una spettatrice, la seconda ero parte dell’organizzazione e per quest’anno stiamo già lavorando duramente per la costruzione della nuova edizione con Danilo, Jlenia, Alessio, Angelo, Nunzia e tanti altri che vivono sparsi per l’Italia.

 

Così ho capito che non è sempre necessario condividere uno spazio fisico per sentirsi parte di qualcosa. Nel mondo liquido serve condividere lo spazio interiore. I confini si superano, le distanze diventano solo punti di vista. Un’impresa come quella di Evermind non si regge sui quattro muri dell’ambiente di lavoro, ma fa di un ambiente di lavoro la trasposizione dello spirito e della filosofia del proprio team.

Per questo condividiamo anche con la Home un approccio orizzontale, che fa dei valori, delle storie umane, della libertà d’opinione e dell’onestà d’azione l’unico legame. Si lavora da tanti posti diversi, abbracciando uno stile mentale, un’idea di impresa economica che sia prima di tutto impresa sociale.

Le persone, le competenze, il carattere, l’energia sono al centro di tutto e il resto è soltanto una conseguenza della giusta combinazione di tutti questi fattori.

Una tennents a fine giornata sul divano, quattro chiacchiere prima di chiudere l’ufficio e un abbraccio caloroso quanto il primo che ti dice “Spero tanto di rivederti presto”.

Se un’impresa non ha la capacità di creare empatia tra i membri del proprio team e i fruitori del proprio prodotto/servizio non è un’impresa.

In un mondo disponibile a vendere tutto, noi scegliamo di non vendere i sentimenti, le emozioni, l’amicizia e l’entusiasmo.

Compimenti a Evermind e auguri di cuore ragazzi! 😉

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